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Diabete e impotenza



Con l’avvento del Viagra si è sollevato il coperchio su una patologia prima ghettizzata, misconosciuta, sussurrata e mai confessata apertamente: L’ Impotenza.

L’uomo, il maschio più precisamente, ha sempre collegato la virilità alla propria più intima essenza ed un eventuale fallimento in questo campo ha sempre rappresentato qualcosa di così enorme che la sofferenza ha accomunato tutto il sesso maschile, facendo cadere le barriere culturali, economiche e sociali. Così grazie a quella pillola blu un po’ tutti si sono avvicinati a questo problema e si è potuto scoprire che non era una patologia così rara con grande sorpresa anche degli addetti ai lavori.

Grazie alla ricerca si sono potute individuare categorie in cui il rischio impotenza è più elevato che nelle altre. Una di queste forse la più importante è quella del paziente diabetico.

Oramai tutti sanno che il Diabete è una tra le più terribili malattie, non dà segni di sé per lungo tempo e quando poi si manifesta la sintomatologia può essre imponente. Ecco quindi l’importanza di una diagnosi precoce. Uno dei segni clinici che compaiono più rapidamente è l’impotenza.

Il meccanismo per cui ciò si verifica è legato ad un danno primitivamente delle microterminazioni nervose che a loro volta determinano un’alterazione della parete dei vasi sanguigni (la cosiddetta alterazione del microcircolo neuro-vascolare). Il danno che si viene a creare può portare ad una alterazione della circolazione peniena e quindi a deficit dell’erezione. In questo caso l’eco-color Doppler dinamico dei vasi penieni chiarisce il grado del danno circolatorio e se vi sono i presupposti per una terapia farmacologica.

I diabetologi, i medici della Medicina di Base dovrebbero sempre considerare una eventuale associazione Diabete - Impotenza poiché una diagnosi precoce ed una terapia adeguata possono risolvere casi che altrimenti cronicizzandosi sono suscettibili solo di terapie molto più invasive (protesiche). La terapia medica è fondamentalmente basata sull’ uso delle nuove molecole che provocano selettivamente a livello penieno una vaso dilatazione; tutto ciò può rivelarsi inutile, se a tale terapia, non si associa una terapia adeguata per la patologia primitiva ed un cambiamento fondamentale dello stile di vita che già da solo risulta determinante in un’ alta percentuale di casi.

L’andrologo deve quindi affrontare il problema erettile valutando l’organismo in toto e non fermandosi alla mera prescrizione di farmaci specifici che pur validissimi da soli possono risultare inefficaci.